TURISMO: PERDIAMO POSIZIONI

sabato, febbraio 15th, 2014 @ 9:03AM

TURISMO: PERDIAMO POSIZIONI

Umbria senza progetti: turismo “mordi e fuggi”

Di Ada Urbani

 

Le statistiche dell’Unione europea vengono, in genere, molto utilizzate per il loro valore oggettivo. Così quando “Eurostat parla”, l’Italia ascolta. Questa volta, il dato è fresco e riguarda i flussi turistici nei vari Paesi dell’Unione. Si parte da un elemento positivo: nel 2013 il turismo è cresciuto, in termini di pernottamenti, dell’1,6% rispetto al 2012. Un buon segnale per l’economia europea.

Scendendo nello specifico dei singoli Paesi si scoprono, però, due elementi poco simpatici per l’Italia. Siamo al terzo posto in Europa, con 363 milioni di pernottamenti. E già questo non va. Abbiamo avanti a noi Francia e Spagna pur avendo il nostro Paese un afflusso di turisti che ci vede al secondo posto in assoluto nel continente !

Il fatto è che, malgrado un incremento del 4,8% di pernottamenti effettuati da non residenti (leggi: “turismo internazionale”) di cui, in genere, il Belpaese beneficia, la quota complessiva di turisti europei è scesa in Italia del 4,6%. Il dato peggiore dell’Unione. I dati Umbri sono anche più negativi: senza scorporare i turisti europei dagli altri stranieri, nel periodo gennaio-novembre 2013 si è registrata una lieve crescita degli arrivi (+0,41%) ma un tracollo nelle presenze, calate dell’1,93% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

È il fallimento di tutti i progetti che mirano, da sempre, a prolungare la permanenza nella nostra regione. Non solo non riusciamo a conquistare il ricco segmento turistico tedesco, olandese o inglese, ma siamo sempre più alla mercé del “mordi e fuggi”. Dove il “mordi” è sempre più spesso un panino e il “fuggi” significa un’escursione in Umbria, poi si torna a Roma o in Toscana. Forse dovremmo cominciare a far funzionare la promozione turistica anche all’interno dell’Unione europea, puntando magari sull’attivazione di quel portale sul turismo che il Governo Berlusconi realizzò delegando il ministro Stanca, tecnico dell’IBM prestato alla politica. Il progetto mirava a colmare una cronica carenza di promozione del turismo italiano in un settore strategico per la crescita economica, mirando ad una offerta unica del “prodotto Italia” con uno strumento composto da siti pubblici nazionali del quale già tutti i concorrenti europei si erano dotati, dove tutte le regioni dovevano collegarsi per produrre e diffondere i propri contenuti turistici. Ricordo che ci fu uno stanziamento di 45 milioni di euro, di cui 25 assegnati alle Regioni.

Oggi il Ministro Bray, in audizione alla Camera, parla di rispolverare quel “Portale Italia” che l’ex Ministro del turismo Rutelli, in audizione al Senato nel 2007, aveva giudicato “legittimamente ambizioso, ma di difficile realizzazione per responsabilità dello Stato” e per i “ritardi delle Regioni”. Così, anziché sferzare l’uno e le altre Rutelli chiuse tutto affidando all’Enit il destino del turismo. A distanza di sette anni l’ENIT, dopo uno sperpero di denaro, ci regala i risultati che leggiamo.

Così, senza una politica coordinata e senza promozione delle nostre specificità, campiamo di rendita, tra sole e mandolini, mentre all’estero non conoscono i nostri eventi, il nostro patrimonio e ci vedono come il Paese nel quale i musei sono chiusi e non funziona niente.

L’Umbria non fa eccezione. Abbiamo città e borghi medievali splendidi; un folclore fatto di festival, sagre e manifestazioni uniche; vini e prodotti enogastronomici tipici conosciuti nel mondo. Adesso funziona anche un aeroporto internazionale ultra moderno poco fruibile, suo malgrado, e inoltre da dieci anni “Don Matteo” promuove l’Umbria e perfino Papa Francesco è stato soggetto di richiamo turistico. Ma di progetti concreti per fermare i turisti non se ne vedono, mentre i risultati negativi questi sì che ci sono.

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Categories: Comunicati Stampa

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