LA SITUAZIONE EGIZIANA

sabato, luglio 6th, 2013 @ 1:11PM

LA SITUAZIONE EGIZIANA

Senza vera democrazia non c’è sviluppo

Ada Urbani

 

Ancora una volta un Paese arabo, sull’altra sponda del Mediterraneo, è sconvolto da sommovimenti sociali. Questa volta è l’Egitto. La folla che si è ribellata al presidente Mursi era la stessa che lo ha sostenuto nelle elezioni di un anno fa.

L’esercito, col suo intervento, ha preso atto di questo e ha tolto di mezzo l’organizzazione politica dei Fratelli Musulmani che, pur avendo vinto le elezioni, non è riuscita a dare risposte agli enormi problemi del grande Paese africano.

In Occidente e soprattutto in Europa, si sperava, dopo i regimi semi totalitari sotto i quali è cresciuta l’opposizione, sia laica che islamista, che la democrazia avesse “conquistato” il Paese, che avesse sufficientemente inciso per adeguarlo ai tempi e modernizzarlo, ma così non è stato. I tradizionalisti, appena hanno avuto in mano le redini del potere, hanno modificato la Costituzione riportando il paese indietro nel tempo. Di fatto essi non potevano, per ideologia propria, consentire i mutamenti di cui l’Egitto ha urgente bisogno.

Le libere elezioni sono state solo un punto di arrivo e non un punto di partenza del processo democratico. Che, poi, Mursi sia stato un governante mediocre spiega poco. La verità è che il processo democratico è ancora lontano dal suo compimento e l’Egitto è in mano ad una classe dirigente incapace di combattere la corruzione e di dare sviluppo.

Adesso, mi pare, c’è anche il rischio di aver messo in circolazione ulteriore benzina per la macchina del fondamentalismo più radicale.

Preoccupa e dispiace che Paesi che potrebbero avere una partnership importante con l’Europa mediterranea non riescano ad uscire da un medioevo istituzionale e culturale che rende impossibile ogni sviluppo, umano e sociale.

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