APPROVAZIONE DEL DECRETO IMU

sabato, maggio 18th, 2013 @ 3:17PM

Così interviene Silvio Berlusconi dopo l’approvazione del decreto del Decreto Imu: un importante primo passo avanti.  

Sì, il decreto sull’Imu prima casa e sui terreni e fabbricati funzionali alle attività agricole approvato dal Consiglio dei ministri è il nostro primo, grande successo della nuova legislatura. Carta canta. L’abolizione della tassa più ingiusta e odiosa era nel nostro programma elettorale, e solo nel nostro. Gli altri la giudicarono, all’unisono, una proposta demagogica, salvo poi dire che qualcosa si poteva fare.

Siamo, dunque, molto soddisfatti, per diversi motivi:

  • lo stop al pagamento dell’Imu sulla prima casa e sui terreni e fabbricati funzionali alle attività agricole è un primo importante passo verso la complessiva riforma della tassazione degli immobili in Italia, che, ad oggi, è tra le più alte in Europa.
  • Con la sospensione della rata di giugno e con la successiva riforma da attuarsi entro il 31 agosto, l’Imu sulla prima casa non tornerà mai più, e il mese prossimo resteranno nelle tasche degli italiani 2,1 miliardi di euro, che fungeranno da stimolo ai consumi e alla crescita economica.
  • In media ciascuna famiglia proprietaria della prima abitazione potrà disporre di circa 120 euro in più, con punte di 200-250 euro nelle grandi città.
  • Con la futura deducibilità dell’Imu pagata sugli immobili strumentali, le imprese trovano risposta alle loro istanze.
  • Il decreto è congegnato in maniera tale da dare tempi certi alla riforma dell’imposizione sugli immobili in Italia, che sarà la prima grande riforma del nostro Paese in un settore, l’edilizia, centrale per l’economia, ad oggi in profonda crisi.
  • Noi abbiamo capito per primi che solo l’immissione di forte liquidità nelle famiglie e nelle imprese – con il pagamento dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni – può alimentare la domanda di beni e di investimenti creando occupazione.

L’Italia ha ormai una pressione anomala sui fabbricati di ogni tipo. Con la manovra del governo Monti le imposte patrimoniali sulla casa, che erano di 9 miliardi, sono aumentate a oltre 20 miliardi. Era dunque indispensabile e non più rinviabile invertire la rotta. Lo abbiamo Iniziato a fare. Nel decreto anche  il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, preludio di una più complessiva riforma degli ammortizzatori sociali, con una più ampia responsabilizzazione dei datori di lavoro e delle regioni.

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