RUINI A “MAGNA CARTA”

sabato, maggio 11th, 2013 @ 2:47PM

RUINI A “MAGNA CARTA”

Un nuovo equilibrio tra verità e libertà

Il cardinale Camillo Ruini, presso il Tempio di Adriano a Roma ,ha tenuto una lectio magistralis per la Fondazione “Magna Carta” – fondazione il cui presidente onorario è  il Ministro Gaetano Quagliariello. La sua è stata una lettura lucida della fede in Dio che si confronta con la politica. Una fede, quella cristiana, che ha plasmato la nostra civiltà italiana ed europea.

Dio “si interessa di noi”- ha detto Ruini – ma ci lascia liberi. “La rilevanza pubblica della fede in Dio non viene affatto negata, ma passa attraverso la libertà delle persone”. Il cardinale ha ripercorso le tappe storiche del cristianesimo come religione della libertà. Una storia che trova il suo apice nel Concilio Vaticano II il quale “ha fatto propria la centralità del soggetto umano, che è la rivendicazione di fondo dell’età moderna, mostrandone la radice cristiana e l’infondatezza della contrapposizione tra centralità dell’uomo e centralità di Dio”.

Oggi, secondo Ruini, la vera contesa sulla laicità passa per le grandi questioni etiche ed antropologiche, che, anche a seguito di profondi mutamenti sociali e delle biotecnologie, lacerano il campo tra di chi agisce con la fede in Dio in politica e chi sottolinea la laicità dello Stato.

In ballo non c’è un affare da poco, ma la stessa visione dell’uomo: se cioè siamo esseri esclusivamente naturali, frutto di una evoluzione, o se esiste in noi una dimensione trascendente, non riducibile nell’universo fisico. La vita finisce in nulla o ha un orizzonte eterno in Dio ? Benedetto XVI ha denunciato spesso la caduta nel relativismo. Ruini ha evidenziato però come anche nel campo dei laici alcuni rifiutino una visione riduttiva dell’Uomo. Citando Marcello Pera, il cardinale ha detto: “Al centro del liberalismo sta la dottrina dei diritti fondamentali dell’uomo in quanto uomo, che precedono ogni decisione sia degli individui sia degli Stati e si fondano su una concezione etica ritenuta vera e transculturale.

Specularmente Ruini ha criticato quei cattolici che fanno della propria coscienza l’unico metro del loro agire in politica, declinando soggettivamente il magistero ecclesiale, quasi fosse un optional. Il cristianesimo invece rappresenta la risorsa attraverso cui “la società europea può superare quella sua strana tendenza per la quale essa sembra compiacersi di prosciugare le energie vitali e morali di cui si nutrono le persone, le famiglie, i popoli.

È la democrazia,ha concluso Ruini, il sistema attraverso il quale si possono affermare le regole che tutelano tutti i consociati ed in questo egli rivendica, nelle questioni etiche, il ruolo dell’obiezione di coscienza nel delicato equilibrio tra verità e libertà, sempre alla ricerca di una nuova sintesi e di nuovi equilibri, anzitutto nel cuore dell’uomo.

Davvero una bella lezione per tutti laici e credenti, fedeli e presbiteri che siano !

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