LE ESEQUIE DEL SENATORE ANDREOTTI

martedì, maggio 7th, 2013 @ 8:17PM

LE ESEQUIE DEL SENATORE ANDREOTTI

UN MESSAGGIO ALLA POLITICA

Di

Ada Urbani

Alle esequie del senatore a vita Giulio Andreotti c’ero anch’io. Seppur svolte in forma privata, per suo espresso desiderio, in chiesa, tra i numerosi presenti, ho scorto molti personaggi della cultura e dell’economia, grandi funzionari dello Stato e politici.

C’erano esponenti di tutte le varie sfaccettature della ex DC a riprova che la diaspora non ha infranto vincoli di amicizia, di stima e, soprattutto, il legame di una comune idealità di fondo che ha saputo formare uomini di Stato come raramente accade nelle formazioni politiche.

Certo, nessuno è esente da critiche. Chi serve ai vertici di un Paese come l’Italia è necessariamente oggetto di discussione, a volte sfiorato da ombre, perché non sempre si può scegliere tra ciò che è bene e ciò che è male, ma accade di dover subire l’opzione tra un male ed un altro che appare minore. Famosa, a questo proposito, la citazione delle sue valutazioni riportate dalla stampa: “meglio tirare a campare che tirare le cuoia”. Lo sanno bene i governanti di un Paese che per quarant’anni ha avuto come alternativa alla democrazia il più forte partito comunista d’occidente.

Su Andreotti il giudizio della storia sarà più chiaro di quello della cronaca, ma i fischi venuti dall’Aula del Senato verso un feretro non sono stati una grande prova di matura consapevolezza. Più importante, mi pare, esaminare il senso della partecipazione popolare a questo “ultimo atto” del politico italiano più conosciuto nel mondo.

Ho visto gente, dentro e fuori la chiesa, di ogni condizione sociale e di ogni età. Molti anche visibilmente commossi. I più, consci del peso che Giulio Andreotti ha avuto nella politica nazionale, rispettosamente muti di fronte ai tanti microfoni e alle tante telecamere che circondavano la chiesa di San Giovanni de’ Fiorentini. Segno di un affetto e di un rispetto che non è stato scalfito dal lungo trascorrere degli anni e degli eventi, dal succedersi di partiti e persone al Governo, al di la del giudizio che la storia, come detto, darà. Segno anche, spesso, di un comune impegno politico che non è passato invano, di un attaccamento a valori e ragioni che sarebbe decisamente importante recuperare oggi. Non nel nome di Giulio Andreotti, ma di un popolo italiano che si aspetta dai propri eletti alcuni valori comuni e un comune senso dello Stato.

C’era nostalgia di qualcosa di “antico” ai funerali di Giulio Andreotti.

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