“Abbiamo una banca”, da sempre….

lunedì, gennaio 28th, 2013 @ 12:29PM

Piero Fassino, quando disse a Consorte: «Abbiamo una banca», era male informato. Il Pci una banca l’ha sempre avuta: è il Monte dei Paschi. L’ascesa di Mussari al vertice di MPS è passata attraverso il vaglio del Pds, poi Pd. Perché Mussari è se stato presidente della Fondazione, il maggiore azionista della banca, in cui la maggioranza è detenuta dal Comune di Siena, notoriamente comunista.

A Siena, feudo politico-finanziario della sinistra, scoppiata la Banca, è imploso il sistema di potere che governava la città. La Giunta è andata a casa,  il Comune è commissariato.

Il governo Monti, pressato dal PD, tentò, di anticipare il voto a novembre, ma senza successo grazie al Pdl.

Il Monte dei Paschi, la banca più antica del mondo, nata al servizio dell’agricoltura e della manifattura senese, finché è rimasta tale, è stata la banca più solida del mondo. Ma a forza di commistioni con la politica, è andato in crisi tutto il ‘modello Siena’: l’università è la più indebitata d’Italia, la Banca, di fatto, in amministrazione controllata. Un disastro figlio del sistema di potere del Pd. Una galassia che il Financial Times ha riassunto così: «Un semplice scambiarsi soldi tra amici».

Con l’ingresso di Mario Monti al governo la banca aveva necessità, per non scoppiare, di quasi 4 miliardi di euro e Monti, nel decreto 95/2012 (la ‘spending rewiew’) all’art 23 sexies, ha usato la leva fiscale per reperire risorse da convertire in nuovi titoli di Stato e coprire così debiti delle banche che avevano emesso i famosi ‘derivati’.

La vicenda mostra come, grazie ad un Governo compiacente, sia stato possibile coprire le speculazioni finanziarie con i denari di tutti. Stupisce che ciò sia avvenuto con la complicità degli ex nipotini di Marx.

L’agenda Monti, prevede il salvataggio pubblico di Mps, attraverso un prestito dello Stato di 3,9 miliardi di euro sotto forma di obbligazioni (Monti bond). Mi chiedo come abbia fatto il governo italiano a convincere la Commissione Ue, sempre contraria e diffidente sugli aiuti di Stato. In altre parole, proprio mentre gli italiani versavano il pesante saldo Imu, le casse dello Stato riversavano – per volontà del Governo – 3,9 miliardi al Monte dei Paschi, cifra che, guarda caso, coincide con l’ammontare dell’Imu sulla prima casa.

Con lo stesso decreto del Consiglio dei ministri veniva sancito che lo Stato poteva anche essere rimborsato non in contanti, ma in azioni della banca stessa o in nuove obbligazioni. In sostanza, miliardi di denaro pubblico in cambio di carta.

Infine una domanda. Possibile che nel Governo nessuno sapesse cosa succedeva dentro Mps, una banca che stava ricevendo ben 3,9 miliardi di euro ?

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