Legge sul fine vita: non si può aspettare al fine della crisi economica

domenica, novembre 11th, 2012 @ 12:10PM

finevita
Il convegno indetto la scorsa settimana a Roma dall’Associazione Intergruppo Parlamentare per il valore della vita su “Dichiarazioni anticipate di trattamento (D.A.T.) e dignità della persona” è stata una occasione preziosa per tornare a parlare di quei temi etici sui quali il Governo tecnico per il momento tace, ma che non possono attendere la fine della crisi economica per essere affrontati.
Come Senatori, su iniziativa dell’Associazione, abbiamo raccolto 159 firme cioè la maggioranza più uno, per chiedere che la legge sui DAT venga portata in aula, anche senza relatore, ed affrontare così il delicato tema del “fine vita” per mettere paletti normativi chiari ed evitare altre fantasiose interpretazioni sulla volontà delle persone cadute in stato di coma da parte di tribunali che suppliscono all’attuale vuoto legislativo. Questo è un punto sul quale sento il dovere di impegnarmi perché oggi esiste una proposta buona e saggia che riconosce il diritto all’idratazione e alla nutrizione, e ribadisce che le D.A.T. non costituiscono uno sbarramento insuperabile per il medico, chiamato ad agire sempre a tutela della vita contro ogni forma nascosta di eutanasia. È importante legiferare su questo tema anche perché non sappiamo, in questo momento, cosa possa riservare il futuro e mettere paletti precisi è indispensabile.
La legge contiene l’importante concetto di “alleanza terapeutica” che consente di dare priorità all’azione medica rispetto a dichiarazioni pregresse.
Nel convegno è stata riproposta la tutela della dignità della persona anche quando è in stato vegetativo: una dignità che ho difeso con fermezza, in quanto sono convinta che l’identità umana, fisica e spirituale, sia indissolubile. Quando la vita biologica dell’uomo diventa la sua stessa storia occorre riconoscere il senso di quello che è accaduto.
Ed è non solo falso, ma pericoloso, imputare a questi malati la perdita della propria dignità. La pretesa di alcuni di sopprimere una vita “biologica”nel nome della difesa della dignità della vita “biografica” andrebbe chiamata col proprio nome: cecità. Non si vede la dignità che c’è e che, nel silenzio, attende solo di essere riconosciuta.

*Senatore PdL

Posted by
Categories: Comunicati Stampa

No comments yet. Be the first!

You must be logged in to post a comment.