Per un Polo Universitario d’eccellenza

mercoledì, maggio 23rd, 2012 @ 10:06AM

L’Università degli studi di Perugia, oltre ad essere stata sempre il fiore all’occhiello della realtà culturale dell’Umbria ed elemento di traino per la società e l’economia, è anche l’azienda più importante della regione dal punto di vista occupazionale, per cui ogni conflitto suscita in tutti viva preoccupazione.
La problematica cardine che sta vivendo in questo momento l’Ateneo perugino, che si riflette su tutte le sue sedi distaccate e, in particolare, con i contrasti emersi di recente sul Polo universitario di Terni, è l’impossibilità dell’Ateneo di rientrare nei parametri finanziari previsti dalla legge di riforma rispetto al costo del personale.
Questo fattore preoccupa perché impedisce l’accesso a fondi straordinari per l’assunzione di professori di seconda fascia e perché le ristrettezze economiche metterebbero a rischio il pieno funzionamento di tutte le sedi universitarie.
La risposta è razionalizzare le spese per rientrare nel riparto dei finanziamenti straordinari pubblici e, contestualmente, trovare finanziamenti aggiuntivi privati per il funzionamento, la didattica e la ricerca.
Intanto, per il 2011, sono state già reperite risorse, sia a Perugia che a Terni, che consentiranno la temporanea assunzione a tempo determinato di professori associati vincitori di concorso e la conferma della funzionalità dell’Ateneo, con la collaborazione fattiva di comuni e Regione, che devono fare tutti la loro parte.
Da quando ho constatato, con incontri a tutti i livelli, questo problema non è solo della nostra Università ma è condiviso da altri Atenei per cui l’emergenza-universitaria è forte.
Certamente la grave crisi economica e finanziaria poco favorisce la assunzione di risposte in deroga ai parametri fissati dell’equo utilizzo di risorse pubbliche e del loro riparto in base al merito. Tuttavia ho trovato il Governo consapevole delle difficoltà per diversi atenei di attenersi, nell’immediato, alle nuove regole dettate dalla riforma Gelmini, perché ogni riforma, abbisogna di un periodo di rodaggio prima di produrre pienamente quegli effetti innovativi e di progresso che si è prefissata, specie se i tempi non consentono di ottenere risorse aggiuntive. Utili indicazioni sono venute su come utilizzare al meglio le risorse reperite da fonti di finanziamento alternative. Per quest’anno sarà possibile assumere a tempo determinato gli associati di seconda fascia vincitori di concorso nel 2011. Per il futuro occorrerà mettere in campo misure adeguate a razionalizzare al massimo le spese e si dovrà far fronte a parte di esse attraverso piani di investimento privati o pubblici comunitari, qualora si liberassero risorse dai fondi FAS, già destinate ad alcune università. Al Tavolo Stato/Regioni, infatti, le economie potrebbero essere assegnate su proposta del Governo a quelle Regioni che decidessero di destinare dei fondi a progetti di didattica e ricerca, o per il completamento di strutture legate ad entrambe queste finalità.
Ovviamente c’è tanto da lavorare.

Di Ada Spadoni Urbani
Senatrice PDL

Posted by
Categories: Comunicati Stampa

No comments yet. Be the first!

You must be logged in to post a comment.