Pensionati e pagamenti con la moneta elettronica: i disagi per norme affrettate

mercoledì, febbraio 15th, 2012 @ 11:28AM

La politica è alta proprio quando è umile, per cui credo che tutti debbano saper fare un atto di umiltà riconoscendo quando si sbaglia. È quanto ho detto intervenendo ieri in Senato per chiedere al Governo di sostenere un mio emendamento volto a dare tempo sufficiente ai pensionati di adeguarsi alle norme che li costringeranno, entro i primi di marzo, ad aprire in conto corrente bancario o postale – sostenendone i costi di gestione – e a compiere gli acquisti in moneta elettronica.
Ciò è stato deciso nella legge “salva-Italia”. Pensando a loro avevo presentato un disegno di legge, firmato da ben 68 senatori di vari gruppi, che ho trasformato in un emendamento al decreto mille proroghe, volto a dare tempo a questi soggetti socialmente deboli di adeguarsi. Lo stesso sistema di “doppio binario”, per così dire, usato quando venne introdotto l’euro.
Sulla proposta è arrivata però la doccia fredda del Governo che si è opposto, impedendo approvazione dell’emendamento e dimostrando così di non saper riconoscere i propri errori. Sbagliare è umano, ma non è disonorevole; perseverare diventa ad un certo punto anche disonorevole. Il Governo, che è riuscito a fare in tre mesi molte cose che per anni la politica non è stata capace di fare, avrebbe dovuto ascoltare, in questo caso, i politici che, pur sostenendolo, si rendono conto degli effetti di certi provvedimenti. Si è preferito, invece, perseverare.
Nel mio intervento avevo presentato anche le situazioni di disagio degli studenti destinatari di borse di studio universitarie, che per ricevere circa 700‑800 euro dagli enti per il diritto allo studio devono aprire uno specifico conto corrente con conseguenti costi, e quelle dei negozi “del lusso”, specializzati nel made in Italy, che vendono in larga misura a stranieri abituati a pagare in contanti e che si trovano oggi a cercare modalità per aggirare norme inutilmente severe.
Tutti questi soggetti hanno un’ultima speranza: che il Governo, accogliendo finalmente le mie osservazioni, inserisca nel maxiemendamento che sta preparando la risposta a queste problematiche, compiendo un atto di intelligenza e di onestà intellettuale.

*Senatrice PdL

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Categories: Comunicati Stampa

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