Sicurezza strumenti a pressione

mercoledì, gennaio 26th, 2011 @ 1:28PM

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

Premesso che:

l’ISPESL, le cui funzioni sono ora passate all’INAIL, era l’ente che certificava la sicurezza e la rispondenza agli standard europei di attrezzature a pressione e insiemi, conformemente alla direttiva PED 97/23/CE sugli organismi notificati;

sulla Gazzetta Ufficiale del 25 settembre 2010 è stato pubblicato il bando per l’affidamento, a enti pubblici e privati, dello svolgimento delle attività di ricerca, del Dipartimento processi organizzativi e del Dipartimento tecnologie di sicurezza, previste per l’anno 2009, nell’ambito del piano triennale di attività 2009-2011;

risulta che la dirigenza dell’ISPESL aveva l’obbligo di provvedere a far pubblicare il bando di cui sopra sulla Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre 2008 e avrebbe dovuto eseguire quanto indicato nello stesso entro il 31 dicembre 2009, ma l’avvenuta soppressione dell’ISPESL esclude la possibilità che quel bando possa essere stato esecutivo per le attività degli enti pubblici o privati allora richiamati;

le attività degli organismi notificati privati sugli insiemi a pressione risultano espressamente previste dal comma 1, lettera d), dell’art. 5 del decreto ministeriale 1° dicembre 2004, n. 329, (Gazzetta Ufficiale n. 22 del 28 gennaio 2005) e la tardiva pubblicazione del bando ha di fatto ostacolato le attività degli organismi notificati che da moltissimi anni l’Italia ha comunicato alla Commissione europea per l’esecuzione delle attività di cui alla direttiva 97/23/CE Pressure equipment directive (PED);

con lettera ENTR/GS/ET/jl/ARES (2010) dell’8 dicembre 2010, la Commissione europea ha escluso la competenza dell’INAIL nella certificazione delle attrezzature a pressione;

ritenuto che:

nella situazione attuale o si certifica impropriamente l’attrezzatura con un documento siglato ISPESL (e quindi incompatibile con la fine normativamente sancita dallo stesso istituto) e attuata con l’evidenziazione del numero di riconoscimento 0100 assegnato molti anni fa allo stesso ISPESL dalla Commissione europea, ovvero si certifica indebitamente l’attrezzatura con un documento dell’INAIL (e quindi privo del numero di riconoscimento dell’ente imposto dalla direttiva 97/23/CE) contestabile per l’impiego in Italia e certamente contestato, con notevolissimi danni per i fabbricanti nazionali, nei diversi Paesi dell’Unione;

la situazione peggiore sarebbe quella di produrre certificazioni ambigue da parte dell’INAIL, magari utilizzando il codice dell’ex ISPESL,

si chiede di sapere se il Governo non ritenga opportuno intervenire perché siano rese immediatamente operative le indicazioni fornite dallo stesso Istituto al fine di garantire che siano immessi sul mercato e messi in servizio unicamente attrezzature a pressione e insiemi certificati conformi alla direttiva PED 97/23/CE dagli organismi notificati.

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Categories: Interrogazioni

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