Intervento in Assemblea della Sen. Ada Spadoni Urbani durante la seduta n° 255 del 22/09/2009 “Conversione in legge del decreto-legge 3 agosto 2009, n. 103, recante disposizioni correttive del decreto-legge anticrisi n. 78 del 2009″

mercoledì, settembre 23rd, 2009 @ 11:27AM

Signora Presidente, signori colleghi, rappresentanti del Governo, prima di fare il mio esercizio di lettura dell’intervento che ho preparato, lasciatemi ringraziare il collega che ha testé parlato, perché è stato molto generoso di consigli per apportare miglioramenti in favore del popolo italiano. Mi domando come mai le sue tante critiche espresse in precedenza adesso si sono mutate in proposte. Lo ringraziamo moltissimo per le sue parole. In premessa del mio intervento vorrei ricordare che, come è già stato detto dai due relatori, il decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito con legge 3 agosto 2009, n. 102, fu modificato una prima volta dal Governo con un maxiemendamento, per recepire gran parte delle integrazioni introdotte dai colleghi deputati. Successivamente, con il decreto-legge che oggi siamo chiamati ad approvare, il Governo ha ritenuto necessario apportare altri aggiustamenti al decreto-legge n. 78, giustificati dalla straordinaria necessità ed urgenza di adottare misure correttive per superare possibili dubbi interpretativi. Quindi, le correzioni sono state apportate soprattutto per chiarire e per meglio specificare, come i relatori hanno già affermato. Poiché l’intento del Governo era quello di evitare che entrassero in vigore norme di dubbia interpretazione, comunque approvate nel testo del decreto-legge n. 78 (si trattava quindi di norme non invalide, ma di dubbia interpretazione, ed è per questo motivo che è stato varato il secondo decreto), il decreto-legge oggi in esame è entrato in vigore, il giorno 5 agosto 2009, contemporaneamente alla legge di conversione n. 102. Questo è il senso politico di una scelta che ha destato inutili polemiche estive e comiche accuse di attentato alla democrazia da parte del Governo. Abbiamo trascorso l’estate balneare a parlarne. Nel merito, per riprendere le parole del ministro per le infrastrutture Altero Matteoli, con il disegno di legge n. 1749 oggi in discussione «sono state fatte modifiche di carattere formale e non c’è stravolgimento politico del provvedimento contenuto nella legge n. 102». Le chiarificazioni interpretative – ripeto, si tratta di semplici chiarificazioni – vertono su quattro temi: Corte dei conti, ambiente, scudo fiscale e ponte sullo Stretto di Messina. Il decreto, infatti, non contiene alcun intervento sulla cosiddetta tassa sull’oro (intervento che è stato sollecitato da varie parti, anche a livello europeo), in quanto – come ha precisato in una nota il Presidente del Consiglio – è stato ritenuto sufficientemente chiaro il testo contenuto nella legge n. 102. Di fatto, a proposito della Corte dei conti, il nuovo disegno di legge prevede che «le procure della Corte dei conti possono iniziare l’attività istruttoria ai fini dell’esercizio dell’azione di danno erariale a fronte di specifica e concreta notizia di danno, fatte salve le fattispecie direttamente sanzionate dalla legge». Inoltre, per quanto concerne il danno di immagine, nella relazione illustrativa è stato chiarito che «il corso della prescrizione dell’eventuale illecito contabile resta sospeso fino alla conclusione del procedimento penale». Si risponde così a chi paventava la paralisi dell’azione della magistratura contabile, che certamente nessuno vuole e nessuno ha pensato di realizzare. Al Ministero dell’ambiente è stato riconosciuto di avere un ruolo, di concerto con gli altri Dicasteri interessati, nelle procedure per realizzare le grandi opere energetiche e infrastrutturali, comprese le nuove centrali.

All’articolo 13-bis, comma 3, del decreto-legge n. 103 del 2009 viene chiarito, a proposito dell’operazione per il rientro dei capitali introdotta alla Camera, che i procedimenti in corso per fuoriuscita dei capitali all’estero non saranno fermati dallo scudo fiscale previsto dal decreto anticrisi. Nessun favore pertanto – come dicevano i furbetti durante l’estate, leggendo i giornali sotto l’ombrellone – a chi ha procedimenti aperti con la giustizia, a riprova che questo Governo persegue solo gli interessi generali del Paese e non concede favori a qualcuno.

Il decreto‑legge in esame oggi elimina poi il riferimento all’amministratore delegato della società Stretto di Messina spa La modifica, come ribadisce anche la relazione governativa, va a sottolineare il carattere generale della previsione normativa, al fine di evitare il possibile equivoco interpretativo legato alla circostanza secondo la quale un intervento volto ad assicurare l’avvio delle attività connesse alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina potesse essere invece ricondotto esclusivamente alla nomina, in qualità di commissario delegato, dell’attuale amministratore delegato della società Stretto di Messina spa.

Ritengo dunque che questa opera del Governo, volta a recuperare chiarezza interpretativa ad un decreto abbondantemente modificato per recepire quanto stabilito dalla Camera dei deputati, sia certamente sostenibile e non comporti alcun vulnus alle procedure costituzionali, vista anche la contestualità, richiesta dalla Presidenza della Repubblica e opportunamente attuata dal Governo, tra questo decreto e l’entrata in vigore delle norme varate dal Parlamento.

Appoggerò dunque, anche in questo caso, l’azione dell’Esecutivo, che si è dimostrato, a livello internazionale, uno dei più efficienti nell’azione contro una crisi economica gravissima, come dimostrano anche i segnali di ripresa che già vengono rilevati dagli indicatori economici e, soprattutto, dalla fiducia delle famiglie, dei cittadini e del popolo italiano.

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Categories: Comunicati Stampa

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