Intervento in Assemblea della Sen. Ada Spadoni Urbani durante la seduta n° 215 del 26/05/2009 “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile”

martedì, maggio 26th, 2009 @ 1:00PM

Signora Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi senatori, l’atto che stiamo discutendo è particolarmente importante e incide in modo sensibile sull’organizzazione dello Stato. Lo vedo in senso positivo e non rimembro il passato che non c’è stato. L’iter legislativo testimonia la laboriosa attività del Parlamento a sostegno di un’azione governativa volta a predisporre norme chiare per rendere più efficiente la macchina dello Stato, la macchina pubblica, mentre la spinta allo sviluppo tecnologico insita in tanti articoli del provvedimento è la rappresentazione plastica del ritardo che il nostro Paese ha nei confronti della modernità. Si dà oggi una spallata ad un certo modo di intendere il ruolo della burocrazia, che ha caratterizzato per lungo tempo il proprio rapporto con i cittadini presentandosi con volti – perché no? – arroganti e molte volte inefficienti. Ce ne sono stati anche tanti capaci, ma la maggior parte però non lo è stata. Ora avanguardia di sistemi di controllo politico sulle imprese e le libere iniziative, ora dispensatrice di favori di dubbia legittimità quando si trattava solo di far riconoscere diritti. Quanti favori ho sentito asserire di fare quando si doveva solo far rispettare il diritto delle persone! L’ho sentito con le mie orecchie e vissuto con la mia persona politica. L’intoccabile burocrate, prigioniero di linguaggi propri non comprensibili per la gente comune (ricordate il burocratese ed anche il sindacalese?), tutelato, per così dire, dalla legislazione più ampia, contraddittoria e farraginosa del mondo, non ha diritto di esistere nel nuovo millennio. Credo sia questo il pensiero del Governo e che vada anche sostenuta la rincorsa del Governo volta ad adeguare la legislazione e le strutture burocratiche di vasti settori statali alla sfida globale, che non è solo tecnologica, ma anche tra uffici pubblici snelli ed efficienti, tra chi è prigioniero di retaggi ideologici e chi invece sa accogliere le novità con apertura e fiducia. Ecco allora un primo cuneo per scardinare certe inefficienze contenuto nell’articolo 22, con il quale, nel rispetto dei princìpi di concorrenza e di trasparenza, le pubbliche amministrazioni sono autorizzate ad acquistare sul mercato i servizi originariamente prodotti al proprio interno, a condizione di ottenere conseguenti economie di gestione e di scala. Ricordo poi il dispositivo previsto dall’articolo 32, che rappresenta un’innovazione nel processo di ammodernamento; l’articolo 30, che introduce nelle carte dei servizi delle amministrazioni pubbliche la possibilità di strumenti conciliativi al posto di quelli giurisdizionali per la definizione delle controversie, e l’articolo 34, con il quale si apre poi un canale di dialogo tra sistemi burocratici e cittadini. La legge in esame riguarda numerosi altri ambiti: dalla riforma di enti strumentali di vari Ministeri, a norme per favorire il turismo, a modifiche del processo amministrativo e civile (di cui si è lungamente parlato), fino alla semplificazione dei testi normativi e della pletora di leggi che affligge il Paese e che, come dicevo prima, è la vera grande protettrice di tutte le inefficienze. Vorrei richiamare l’attenzione sull’articolo 38 – che dovrebbe stare particolarmente a cuore alle donne, ma più in generale alle famiglie – che richiama interventi a favore della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, favorendo forme di flessibilità che possono essere particolarmente utili, specie alle donne, ma – lo ripeto – anche alle famiglie. Certo, la complessità delle problematiche affrontate richiederà una legge organica, in grado di riordinare e portare a sistema quanto già disposto in diversi provvedimenti, ma anche di risolvere in modo più globale e innovativo le questioni. La strada della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro consentirebbe di raggiungere molti obiettivi. Mi appello dunque al Governo, e so che in esso vi è sensibilità sufficiente per accogliere quanto sto chiedendo, perché venga al più presto proposta una regolamentazione nuova e globale in tale ambito. Concludo sottolineando che a questo punto dell’iter legislativo è urgente varare al più presto e definitivamente questo disegno di legge. Voglio ricordare che non è un atto a sé stante, ma si raccorda a numerose altre norme, poste in attuazione, della legge finanziaria dello scorso anno e del programma di Governo votato dagli italiani. Il mio voto sarà pertanto favorevole. Grazie per l’attenzione, per avermi ascoltato e per la pazienza che avete dimostrato.

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Categories: Comunicati Stampa

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