Intervento del Sen. Ada Spadoni Urbani durante seduta n. 031 del 08/07/2008 riguardante il Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2009-2013

giovedì, luglio 10th, 2008 @ 10:22AM

In un contesto di peggioramento del quadro macroeconomico nazionale, il Governo sta agendo con la dovuta tempestività nell’ottica della tutela dell’interesse generale, come dimostra la decisione di anticipare con un decreto-legge il varo della manovra finanziaria. Le scelte da compiere appaiono difficili e complicate: la pressione fiscale non viene aumentata, ma la necessità di raggiungere precisi obiettivi di bilancio impedisce al momento un suo abbassamento. Tuttavia, gli interventi nei settori dell’istruzione, della sanità e della pubblica amministrazione sono destinati a creare, nei prossimi anni, le condizioni per una diminuzione delle tasse, oltre che per una positiva sburocratizzazione del rapporto tra Stato e cittadini; mentre l’abolizione dell’ICI sulla prima casa e la cosiddetta robin tax produrranno benefici effetti nell’immediato. Appare inoltre opportuno ricordare al Governo la necessità di portare avanti un’efficace azione di contrasto al lavoro nero e sommerso e l’importanza dell’adozione di misure che favoriscano i contratti di lavoro a tempo indeterminato e l’imprenditoria femminile.

Signora Presidente, signor rappresentante del Governo, signore e signori senatori, nell’introduzione al DPEF si legge (ho notato che anche altri interventi sono iniziati proprio partendo da questo stesso pensiero) la frase: «Agire nella logica dell’interesse generale è in specie il dovere di un Governo che governa, che prima ascolta, ma poi decide cosa è giusto», e non giusto per i singoli, ma nell’interesse per tutti. Credo sia questa la chiave di lettura del contenuto del DPEF che andiamo ad approvare.
Già i primi provvedimenti del Governo sono andati in una direzione che delinea la scelta di mirare alla ripresa economica in un contesto di rispetto dei valori più radicati della nostra gente: parlo, per esempio, del provvedimento di abolizione dell’ICI, particolarmente importante a mio avviso e per la mia parte politica.
La casa di abitazione è il luogo della famiglia, un bene assai diffuso in Italia: ne gode più del 70 per cento dei nuclei familiari. Essa è oggetto di cure e di investimenti, perchè luogo di vita e di crescita.
Dimenticando che il bene casa è distribuito in maniera omogenea tra tutte le fasce di cittadini, si è sentito dire nei commenti dell’opposizione che tale manovra avrebbe favorito le fascia più agiate della popolazione, ma non se ne vedono i motivi. Anzi appare lapalissiano il rovescio: togliere un tributo ad amplissime fasce di contribuenti porta ai meno abbienti un beneficio proporzionalmente molto superiore che a chi è ricco. Del resto, a questi annunci di preveggenza la sinistra ci ha abituato: vi ricordate quei manifesti con i quali, dopo la prima finanziaria, abbiamo imbrattato le mura delle nostre città, quando si diceva «Anche i ricchi piangano»? Sì, hanno pianto molti italiani, tranne che i ricchi. Al Governo, quindi, dico: «Non ti curar di lor, ma guarda e passa ».
Il peggioramento del quadro macroeconomico italiano per il 2008 e il 2009, tuttavia, richiede una rapidità d’intervento che viene assicurata col DPEF e tale rapidità diviene condizione necessaria per l’efficacia della manovra, come pure per la sua stabilizzazione triennale prevista dal ministro Tremonti. Per questo è particolarmente apprezzabile l’aver anticipato con specifico decreto-legge i contenuti della manovra di bilancio per il triennio 2009-2011.
L’Italia ha visto esaurirsi la recente fase di ripresa ciclica senza avvertirne i benefici effetti ed è tornata negli ultimi tempi alle ormai consuete performance di crescita insignificante, sotto l’incalzare dell’instabilità dei mercati finanziari, dell’ingente rincaro del petrolio e di gran parte delle materie prime.
Tra frenata congiunturale e nuove tensioni inflazionistiche, le scelte da compiere appaiono dunque difficili e complicate, inducendo ad un atteggiamento di grande prudenza.
Non c’è assolutamente spazio per aumentare il prelievo fiscale, che ha raggiunto il livello massimo con il precedente Governo, il quale ha incassato tutti i benefici delle maggiori entrate senza procedere a razionalizzazioni significative della spesa pubblica.
Né, d’altro canto, è possibile diminuire la pressione di imposte e tasse come chiediamo in molti, a cominciare dal mondo produttivo e del terziario, perché i risultati di compatibilità tra deficit e PIL saranno raggiunti solo nel 2011. Da qui la predisposizione di una serie di interventi collegati sulla pubblica amministrazione che rivestiranno particolare importanza per il raggiungimento dei risultati attesi ed inseriti nel DPEF, che dovranno trovare però un’attuazione decisa ma anche razionale.
Mi riferisco, per esempio, alla scuola e università, dove il turbinio delle riforme e controriforme ha creato situazioni di comprensibile disagio; alla sanità, dove penso che il dialogo con le Regioni resti corsia preferenziale per il raggiungimento di risultati di contenimento della spesa e delle privatizzazioni.
Tuttavia, il dimagrimento della pubblica amministrazione può portare a costituire, nell’arco di due o tre anni, le condizioni per diminuire sensibilmente il peso del fisco e rilanciare l’economia in maniera significativa.
Penso che dovremmo arrivare a costituire una sorta di Stato leggero, uno Stato dove la sburocratizzazione è fonte di benessere per i cittadini e di sviluppo per l’impresa.
Il Governo, detassando gli straordinari e rimodulando il peso dei mutui sulle abitazioni ai costi del 2006, ha lanciato un primo segnale in questo senso, certamente ancora limitato, ma a vocazione strutturale.
Per sottolineare alcuni aspetti del DPEF, mi pare che bene abbia fatto, al momento, il Ministro dell’economia a non includere alcuna previsione di modifica del sistema pensionistico, in questa prima fase, per lo meno.
Il quadro economico 2009-2013 prevede che l’azione correttiva della spesa pubblica si effettuerà senza intaccare la quota di garanzia sociale. Anzi, viene qui ben accolta la destinazione della Robin Hood tax, oggi tassa piuttosto volatile, che, lo vedremo, sicuramente sarà portatrice di benessere.
Significativa la svolta verso la semplificazione burocratica e amministrativa, utile in particolare alle imprese per recuperare competitività internazionale al sistema.
In relazione alle previsioni dell’Allegato sulle grandi opere, ritengo che sia decisivo per il Paese rompere l’isolamento di gran parte di aree intere dell’Italia, con particolare riferimento al Meridione, ma anche al Centro-Italia, dove alcune zone sono circoscritte nel loro perimetro naturale e questo impedisce il loro sviluppo, anche a causa, però, di cattiva politica lì che si porta avanti.
Esprimo dunque parere favorevole al provvedimento, con la raccomandazione al rappresentante del Governo, che spero mi ascolti, di avere riguardo sulla necessità che venga perseguito il contrasto al lavoro nero e sommerso, che rappresenta un danno per tutto il Paese e che contestualmente sia promosso il più possibile il lavoro subordinato a tempo indeterminato, al fine di dare certezza ad una larga fascia di giovani che ne hanno la necessità, per la costituzione di famiglie e consumi: c’è chi ha bisogno di questo.
Vorrei anche sottolineare la necessità di sostenere l’imprenditoria femminile in una realtà nazionale dove circa il 90 per cento delle attività economiche gestite da donne è di fatto imprese individuali è necessario sostenere l’accesso al credito in maniera da consolidare le attività.
Licenziamo dunque un Documento di programmazione che illustra l’evoluzione dei conti pubblici nel medio periodo, delinea gli interventi correttivi sui principali aggregati di entrata e dì spesa, individua le principali riforme da attuare nel corso della legislatura. Gli elettori hanno espresso il preciso mandato di governare in maniera e decisa. Anche questo è un bene ed un orientamento, di cui teniamo conto.

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Categories: Attività in Senato

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