Intervento del Sen. Ada Spadoni Urbani durante la seduta del Senato del 11/06/08 in merito alla conversione in legge del decreto-legge 23 maggio 2008 n. 92, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica.

martedì, giugno 17th, 2008 @ 9:57AM

Signora Presidente, signori del Governo, signore e signori senatori, il pacchetto sicurezza proposto dal Governo nasce certamente da una serie di emergenze sociali, ma esso si presenta come misura strutturale nel nostro ordinamento giuridico, atta a far fronte a mutate situazioni, come ad esempio l’ampia presenza sul territorio nazionale di cittadini ormai comunitari verso i quali è tuttora necessario elevare il grado di attenzione delle forze dell’ordine. Di qui la necessità di prevedere l’espulsione, come anche quella di dare rapidità ai processi e certezza della pena.Ritengo poi importante l’aver sottolineato le responsabilità di chi trasporta i clandestini nel nostro Paese e di chi affitta loro case o alloggi approfittando anche della situazione di illegalità in cui questi soggetti vivono. Un segnale di non di poco conto è quello relativo all’aumento della pena per l’omicidio colposo commesso in violazione delle norme della circolazione stradale e sugli infortuni del lavoro. Il superamento della legge n. 626 del 1994, avvenuto recentemente, sostituita dal decreto legislativo n. 81 del 2008, aveva lasciato aperta una finestra che così si chiude. Tutto il pacchetto di norme è volto a frenare l’immigrazione clandestina e a controllare l’acquisizione della cittadinanza con provvedimenti che vanno dalla modifica del ruolo dei centri di permanenza temporanea all’azione tesa a scongiurare i matrimoni di comodo, fino alla previsione del reato di immigrazione clandestina, che verrà introdotto nel disegno di legge insieme ad altri aspetti importanti che non sono affrontati in questo decreto. Mi riferisco, ad esempio, a quelli della prostituzione o relativi alla violenza sulle donne. Quest’ultimo è un fenomeno in grande espansione – lo sappiamo – purtroppo sia all’interno che fuori della famiglia; su di esso bisognerà attentamente riflettere per giungere alla predisposizione di norme atte a prevenirlo e a reprimerlo in maniera efficace. Ed è stato giusto che in Commissione si sia deciso di rinviare la materia al disegno di legge per evitare fughe in avanti su tematiche che alla fine potrebbero servire solamente a guadagnare qualche titolo sui giornali se normate velocemente e non approfondite; certamente entrerebbero a far parte di quel clima di propagandismo e di campagna elettorale a cui qualcuno dell’opposizione prima ha fatto cenno. Nel decreto che andremo a convertire in legge tra le altre importanti modifiche all’attuale legislazione ne vorrei segnalare due. La prima è relativa ai nuovi poteri attribuiti ai sindaci. In materia di ordine pubblico, come ex sindaco (sono stata anch’io sindaco di un piccolo Comune ed ero prima autorità di pubblica sicurezza), sento l’importanza che il sindaco può avere nell’affrontare le problematiche che si stanno adesso verificando.La seconda consiste nell’intervento volto a diminuire le vittime di incidenti stradali cagionati dall’uso e dall’abuso di alcool e stupefacenti, specialmente tra i giovani. Certo, lo Stato agisce sul fronte delle pene anche in questo ambito, in quanto deterrenti rispetto a certi comportamenti, ma è necessaria un’azione più vasta, che il Governo vuole intraprendere, vuoi per rispondere positivamente alla domanda di valori che c’è dentro a certi comportamenti giovanili, vuoi per ricostruire quel tessuto sociale che è il vero elemento efficace e di contrasto rispetto ai comportamenti criminosi. In relazione ai nuovi poteri dei sindaci, mi sento di dire che l’apporto degli enti locali può davvero costituire un valore aggiunto e il sindaco può diventare il fulcro di tale garanzia. Il sindaco è infatti in grado, più di chiunque altro, di conoscere le problematiche sociali della realtà locale che incidono negativamente sul senso di sicurezza percepito dai cittadini e che possono dare luogo a problemi di ordine pubblico. Ritengo altresì importante che il sindaco concorra ad assicurare la cooperazione della polizia locale con le forze di polizia statale, come pure che abbia il potere di adottare provvedimenti contingibili ed urgenti nei casi in cui si renda necessario prevenire ed eliminare gravi pericoli non solo per l’incolumità pubblica, ma anche per la sicurezza urbana. Ciò è scritto nella relazione del Governo che accompagna l’atto. Collegando sindaci e prefetti si consente al rappresentate dello Stato sul territorio di intervenire, in una visione strategica, con tutti gli strumenti ritenuti necessari per l’attuazione dei provvedimenti adottati dal sindaco. È di assoluta rilevanza la disposizione che prevede il potere del prefetto di indire una conferenza con i soggetti interessati, pubblici e privati, nell’ambito territorialmente interessato nel caso in cui tale ultimo intervento sia ritenuto opportuno. L’altra parte del decreto che mi sento di mettere in rilievo prevede un autonomo stato sanzionatorio per chi, guidando sotto effetto di droga o di alcool, cagiona per colpa lesioni o morte di una o più persone. Deve far riflettere la determinazione con cui il Governo vuole perseguire tali soggetti; qualcuno ha detto con il pugno di ferro: sì, credo che questo si debba proprio fare. È un provvedimento richiesto a viva voce da tanta parte della pubblica opinione, oltre che dall’Associazione delle vittime della strada. Ci rendiamo sempre più conto di come le politiche di informazione e di prevenzione e le iniziative per tutelare specialmente i giovani da una mentalità spesso nichilista (o giovani semplicemente irresponsabili) non sono state sufficienti.La svolta nelle sanzioni penali, che si uniscono alle nuove sanzioni amministrative introdotte recentemente nel codice della strada, potrebbe riportare un po’ di serenità in tante famiglie e far raggiungere l’obiettivo desiderato di un’ulteriore riduzione delle vittime per incidenti stradali di almeno il 50 per cento entro dieci anni. Presidente, concludo il mio intervento con la richiesta di una particolare valutazione ed attenzione verso gli apolidi, verso coloro che richiedono lo status di rifugiato. È evidente che tale status, internazionalmente riconosciuto, debba mantenere anche in Italia una differenziazione rispetto a chi entra illegalmente nel Paese. È necessario, in fase applicativa, dare istruzioni ai prefetti perché vengano assicurate a tali persone le condizioni per poter vivere dignitosamente. Voterò quindi a favore della conversione del decreto-legge con convinzione e aspetto il disegno di legge, atteso da tutti i cittadini onesti a prescindere dalla propria condizione sociale. Mi auguro che su tutto il territorio venga data pronta attuazione agli strumenti che qui vengono forniti al fine di un recupero pieno della legalità e della sicurezza.Vi ringrazio, signora Presidente e colleghi, per l’attenzione. (Applausi dal Gruppo PdL).

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Categories: Attività in Senato

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