Intervento del Senatore Ada Spadoni Urbani per le dichiarazioni di voto sul programma di Governo presentato dal Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi al Senato il 14 maggio 2008

mercoledì, maggio 14th, 2008 @ 11:34AM

Signor Presidente, colleghi senatori,

l’intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi , ha aperto una stagione nuova nella vita politica nazionale.

Credo che questo elemento che richiama tutti, dentro e fuori di quest’Aula, ad un confronto democratico più alto e civile, sia un dato ormai acquisito.

Saranno i problemi concreti che di volta in volta affronteremo, a sfidare ciascuno alla ricerca del bene comune.

In questo contesto l’esigenza di trasparenza – richiamata dal presidente Berlusconi – diventa elemento fondante dei rapporti tra le forze politiche.

Prima di proseguire occorre una “Chiosa” di attualità politica da proporre al Governo come all’assemblea, Presidente.

Nel momento in cui al a questo Esecutivo si contrappone un Governo ombra che la maggioranza riconosce, accetta e ritiene utile alla dialettica politica , credo, debbano prevedersi strumenti analoghi x amministrare la cosa pubblica a tutti i livelli a cominciare da quello regionale, nelle regioni rosse, come la mia Umbria, mancano strumenti adeguati al controllo per le opposizioni; per questo forse vince ancora il potere del  + forte, il Governo dei no, quello dei divieti ma delle attenzioni differenti a seconda dello schieramento. Come a Roma occorrerebbe collaborare sul territorio per lavorare nell’interesse collettivo e non di parte.

Occorre predisporre le condizioni per accrescere un benessere non solo materiale, ma anche in termini di qualità della vita , che significano sicurezza, conciliazione dei tempi, crescita culturale…

Essere qui a dare il proprio personale apporto al programma proposto,  e per il quale si richiede la fiducia,  è certamente un privilegio e, insieme, un impegno nei confronti delle persone che si aspettano dal nuovo Governo il rispetto del patto sottoscritto con gli elettori e comunque una saggezza nuova.

Credo che tutti i parlamentari eletti dal popolo,  nelle recenti consultazioni, siano portatori di valori che almeno in parte possono dirsi universali e condivisi. Se ciascuno saprà mantenersi fedele anzitutto a questi richiami, la dialettica democratica potrà costruire sintesi nella concretezza delle scelte e sviscerare i problemi nell’ottica nuova  aperta dalle dichiarazioni del Presidente del Coniglio.

Ci sarà molto da lavorare, ma la volontà popolare ha saputo dare la base politica per una azione forte e duratura.

Una volontà della quale sono espressione e a cui aderisco con convinzione e spirito di servizio.

Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiudere rivolgendomi al Presidente del Consiglio nel suo essere imprenditore; imprenditore che conosce bene la vita e le problematiche delle imprese, l’uomo “del fare” che ha arricchito la politica col suo indiscutibile piglio imprenditoriale e con un linguaggio che mi è familiare, da imprenditore prestato alla politica qual sono anch’io, linguaggio essenziale, pieno di quelle concretezze di cui si avverte ora la necessità.

Vorrei evidenziare, come altri colleghi hanno già fatto, che il sistema delle piccole e medie imprese italiane, in questi ultimi due anni ha, tutto sommato, tenuto, rappresentando, pur tra tante difficoltà, lo zoccolo duro dell’economia nazionale.

Le piccole e medie imprese, il sistema produttivo tutto, ha concorso nel mondo globalizzato, investendo in innovazione di prodotto, nonostante le difficoltà in termini di utili percepibili, malgrado l’inefficienza dei  servizi offerti, la carenza di infrastrutture materiali ed immateriali, una pubblica amministrazione male organizzata, lenta, poco efficiente, anche perché, come nel sistema dell’istruzione, il merito non viene premiato.

Ma quanto questo sistema di imprese potrà reggere ancora e mantenere il Paese tra le potenze più industrializzate in assenza di una chiara e forte politica economica nazionale ?

Visto che il sistema italia ha subìto il blocco con il Governo precedente.

Gli imprenditori industriali e il commercio, dell’artigianato e del lavoro autonomo, Presidente, pur tra tante difficoltà, hanno certamente dato un contributo importante al vittorioso risultato elettorale del 13 e 14 aprile: questi cittadini oggi confidano in Lei e nella squadra che ha scelto per il Governo del Paese, (composta sia da personalità politiche di grande spessore e capacità, sia da volti nuovi che suscitano speranza ed interesse).

Tutto il mondo produttivo si aspetta un deciso cambio di marcia nelle politiche a supporto dell’impresa, a cominciare da un chiaro dibattito sul sistema fiscale italiano, sulla sua equità, sulla sua efficienza e sul suo impatto sociale:

Un sistema fiscale equo è la  questione chiave nei rapporti tra Governo e cittadino, tra Governo e imprese, tra Italia e resto del mondo perché solo da un fisco giusto sarà possibile perseguire un benessere diffuso .

(Occorrono politiche fiscali e incentivanti, non separate da un indispensabile ripristino della legalità, della sicurezza e del legame di solidarietà tra Stato e cittadini, il nostro Paese, compreso il nuovo sud (che vuol essere sostenuto e non assistito), potrà diventare un motore economico per la crescita di tutta l’Europa).

Gli Italiani ci vogliono al Governo con una maggioranza parlamentare efficiente, efficace e convinta di ben operare.

Serena, sento che il mio dovere è quello di sostenere il Presidente Berlusconi a raccogliere questa richiesta di impegno per un futuro di progresso che ci viene da tantissimi italiani e noi, Presidente, non li deluderemo.

Auguro, quindi, Presidente, a lei ed alla sua squadra, un buon lavoro.

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Categories: Attività in Senato

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