Intervento al “Piano delle nuove istituzioni, soppressioni e trasformazioni di indirizzi di studio, corsi e sezioni negli Istituti di istruzione secondaria di secondo grado del sistema scolastico in Umbria per l’anno scolastico 2007/2008”

venerdì, gennaio 4th, 2008 @ 2:12PM

La scelta “draconiana” contenuta nel Piano in discussione di autorizzare nuovi corsi di studio solo in sostituzione di corsi già esistenti mostra tutta la debolezza della Giunta di fronte alle richieste provenienti dal territorio e spesso varate dagli stessi Comuni.

Così facendo da un lato si blocca la necessità delle scuole di adeguarsi alle richieste provenienti dalle famiglie e dalle imprese.

Dall’altro si cerca una facile scusa per evitare modifiche all’organico del personale della scuola nelle province di Perugia e Terni, mantenendolo nei limiti molto stretti imposti dal Governo.

La Regione, insomma, con tale ragionamento, pare voglia sostituirsi al Ministro delle Finanze nell’opera di contenimento della spesa. Mentre non ci si rende conto che con la modifica del titolo quinto della Costituzione, esiste una dipendenza funzionale del personale della scuola dalla Regione, una dipendenza che in qualche modo la Regione dell’Umbria dovrà primo o poi decidersi a regolamentare.

Non solo: quanto deciso per le scuole di Terni appare anche più difficile da comprendere, visto il parere positivo espresso dall’Ente Provincia sulle richieste dell’Istituto tecnico commerciale “Cesi” e dell’Istituto tecnico industriale “Allievi”.

La conflittualità tra Regione e Provincia, politicamente omogenee, è evidente nella motivazione che l’assessorato regionale dà della bocciatura, laddove si legge che gli indirizzi non sarebbero autorizzabili perché “non rispondenti alle linee guida regionali”. Forse l’assessore provinciale di Terni non ha saputo leggere il piano regionale ? O magari occorre lasciare al territorio margini di discrezionalità ?

Appare a questo punto evidente come le questioni di politica scolastica siano estremamente collegate con spinte che nulla hanno a che vedere con l’offerta formativa e che invece rispondono al mantenimento di equilibri politici.

Non dovrei essere io, qui, a rammentare che in regione abbiamo un crescente numero di pluriclassi autorizzate non solo nelle scuole primarie, ma anche – novità recente – nelle scuole medie e, novità dell’anno, nei corsi serali per adulti, dove risultano iscritti numerosi studenti-lavoratori, che ricevono una istruzione inadeguata e raffazzonata.

Se non ci si crede, in questi corsi, è meglio non autorizzarli. Si fa una più bella figura.

Non sto qui a riportare l’elenco delle lagnanze di molte scuole e comunità locali, come per esempio le richieste di un corso di liceo scientifico fatta dal Liceo classico di Città di Castello e quella – oserei dire  parallela – dell’Istituto di istruzione superiore di Umbertide per l’attivazione di un corso di Tecnico informatico, entrambe sentite sul territorio e con sicuri sbocchi occupazionali.

Nella delibera che prenderemo apprezzo in modo particolare che sia stata accolta la richiesta del territorio della Valnerina di un corso turistico presso l’Istituto “Battaglia” e del Liceo “Frezzi” di Foligno per il corso linguistico, ma vedo che manca un chiaro riferimento all’approvazione dei corsi serali cui la Provincia di Perugia ha dato parere favorevole. Se si tratta di una svista si rimedi, se occorre un emendamento ritengo lo si debba subito presentare come modifica all’allegato “A” cui andrebbe aggiunta la seguente dicitura: “ISTITUZIONE DI CORSI SERALI PER L’ANNO SCOLASTICO 2008/2009. Sono approvati i seguenti corsi serali: ISA-Gubbio: Corso serale arte e restauro. ISA-Deruta: Corso serale d’ordinamento arte ceramica e grafica pubblicitaria.”

Al fondo del Piano regionale resta l’ambiguità di non scelte complessive, di mancata collaborazione con le Province.

E non mi si venga a dire che le Istituzioni scolastiche hanno la scappatoia di usare la propria autonomia didattica per costruire nuovi percorsi, il famoso 20% del tempo scuola, per sopperire alle richieste non autorizzate. Questo è possibile solo se esistono docenti con competenze adeguate, strutture e denaro da investire.

Nelle scuole un docente difficilmente è tuttologo, le strutture non sono spesso sufficienti o adeguate e mai, mi si consenta, da quando è ministro della finanze Padoa Schioppa, ci sono fondi disponibili nelle scuole.

Il mio auspicio è ben altro: costruire insieme un quadro dell’istruzione e formazione che sia sinergico al progetto di sviluppo dell’Umbria, capace di dare a tutti nostri figli pari opportunità di crescita culturale a prescindere da quale parte del territorio risiedano.

 

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Categories: Relazioni

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