A dieci anni dal terremoto “LA VERA SFIDA È LA RISPRESA ECONOMICA DEI PAESI TERREMOTATI”

mercoledì, novembre 14th, 2007 @ 12:30PM

A dieci anni dal terremoto che ha colpito tanta parte dell’Umbria, un bilancio s’impone. È una “contabilità” a più facce, ovviamente.
Anzitutto, di fronte all’impatto devastante, ai morti di quei giorni, emerge il positivo di una solidarietà ricevuta e che ha creato rapporti umani che sono ancora solidi, come dimostrano le manifestazioni di questi giorni. La solidarietà è stata la prima scintilla per la rinascita di tante comunità, una scintilla di vita che non ha più cessato di crescere.
Bisogna poi riconoscere come il dialogo mantenuto con i vari Governi
nazionali succedutisi in questi anni abbia permesso alla nostra Regione
di ottenere finanziamenti ingenti per la ricostruzione sulla quale sono stati investiti già più di 5 milirdi di euro pubblici (di questo dobbiamo essere grati )ai quali si sono aggiunti circa 2 miliardi  di euro di partecipazione dei privati.
.
Certo problemi e ritardi in questi dieci anni ci sono stati. La
normativa, almeno fino alla svolta del 2002, è risultata inadeguata di fronte alla varietà delle situazioni, fino al paradosso ,a mio avviso,

di permettere di ricostruire prima laddove i danni erano pochi, lasciando gli
interventi più grandi e strutturali fermi per troppo tempo.
Poi le cose sono cambiate. Si poteva fare di più e meglio ma

indubbiamente oggi il patrimonio edilizio, pubblico e
privato, oltre a numerosi edifici monumentali, chiese ed opere d’arte,
è stato in parte recuperato o è in via di sistemazione.

La nostra Umbria si è, in un certo senso, “abbellita” grazie ai fondi per
la ricostruzione. Certo, non mancano situazioni limite, come alcune
inchieste giornalistiche hanno evidenziato, e dolorosi ritardi
costringono ancora in “alloggi alternativi” parte della popolazione ,

la più colpita da quegli eventi calamitosi.

In queste realtà è necessario un intervento ulteriore, con risorse
aggiuntive, come hanno chiesto perfino le Conferenze episcopali di
Marche ed Umbria. Un intervento che va ricercato con forza dagli
amministratori regionali.
Quello, tuttavia, che non sta realmente funzionando è la ripresa
produttiva delle zone terremotate. La massa degli investimenti statali e privati,
volta al recupero edilizio,  ha sorretto il nostro PIL per dieci anni,
ma non si può vivere indefinitamente con la ricostruzione.
Troppe località della montagna folignate o della Flaminia si sono
svuotate dei giovani, pur essendosi riempite di abitazioni nuove o
rinnovate. Le occasioni di lavoro e di sviluppo non ci sono più e
mancano politiche per un reale reinsediamento della popolazione
terremotata, in specie dei giovani.
Il tessuto connettivo della economia rurale ed artigiana di troppe
località non è ripartito e con esso la vita vera dei borghi. Quando
le imprese di costruzione – che, va ricordato, sono in gran parte di
altre regioni – avranno terminato i lavori e via via se ne andranno,
cosa resterà a sorreggere le economie locali ? quale danno complessivo
ricaverà l’Umbria dall’aver perduto questa grande, vitale sfida con il
terremoto attraverso la ricostruzione che per esempio nel Friuli ha
portato tanta ricchezza e sviluppo a tutta la regione trasformandola.

Intere città furono distrutte  ma il Friuli di oggi è ben
altra cosa del territorio povero che era prima del sisma.
In Umbria, quale progresso stiamo disegnando per le città e i borghi
terremotati ?
Man mano che l’opera di ricostruzione verrà scemando, quale sarà il
futuro dell’Umbria nella consapevolezza che non si sono create
opportunità di sviluppo per tutti per cui la “ricchezza” prodotta
viene riferita solo alla rivalutazione del patrimonio immobiliare?

Se alla nuova “faccia” dell’Umbria non seguirà una politica regionale
di sviluppo che tenga conto degli investimenti fatti e delle loro
potenzialità, il beneficio collettivo della ricostruzione non avrà nessuna consistenza Queste sono le domande cui occorre oggi dare una risposta con progetti
che, purtroppo non ci sono, coinvolgendo tutte le forze locali con una
volontà che non si intravede.

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Categories: Comunicati Stampa

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